Intervista a Marco Carusino: «Con Morgan ho sempre cercato di rapportarmi con l’artista-uomo o l’uomo-artista a seconda, ma credo attraverso la musica, di essere riuscito a dialogare con lui a un livello “alto” »

I Cosi sono Marco Cosma Carusino Vignera – chitarra e voce, Antonio Mesisca – basso e voce, Deidda Alessandro – batteria e voce e Dal 2004 la loro musica rievoca i tempi d’oro della canzone italiana con brani inediti che passano dal rock’n’roll al country, dalla bossanova al valzer. L’eleganza dei testi si sposa con una formazione ridotta all’essenziale e che fa dell’estemporaneità la sua arma vincente. Nel 2007 Warner Music pubblica il loro primo disco “Accadrà”, che contiene i singoli “Domani” e “Rosa“. Dopo un’intensa attività live, la band si rimette in discussione con un disco interamente autoprodotto e dedicato ai conflitti: “Canti Bellicosi”, in uscita l’ 08/05/2012.

I cosiMarco, vorremmo chiederti come ed in quale contesto hai conosciuto Morgan?  Come nasce la vostra collaborazione?

 Molti anni fa, era l’inizio di questo millennio, nel 2002 credo, d’inverno durante un mio concerto con i Kubla Khan alle Scimmie, antico  music-club fra i navigli Milanesi. Lui era tra il pubblico, non lo conoscevo ma verso la fine del concerto salì sul palco e suonò qualche brano con noi…di sicuro”Under pressure” ed “Hey Bulldog”.  Fu molto divertente forse era il suo compleanno. Una settimana dopo iniziò la nostra collaborazione per il disco “Canzoni dell’appartamento” fu tutto naturale e incredibile al tempo stesso e così andò.

 E’ noto nelle “sonorità” che I Cosi abbiano influenze cantautorali, beat anni ’60, rock’n roll. A quali artisti/cantautori in particolare ti senti più vicino? A chi fate riferimento attualmente?

Tutto è partito dalla canzone italiana, gli anni ’50, ’60 e ’70. E’ stato un confronto importante e stimolante, una ricerca delle nostre origini ,alle radici…Da Modugno a De Andrè, inutile citarne altri. Il viaggio è stato lungo e denso. Ora il sound della band è più caldo e internazionale, penso all’America piuttosto che all’Inghilterra, al folk e al blues.   Anna Calvi, I Vintage Trouble giusto i primi che mi vengono in mente tra le cose più recenti capitatemi sotto mano. Il desiderio è quello di far proprio il passato per poterlo lasciare e far emergere sempre più la nostra cifra stilistica; comprendere il passato (e non riprodurlo) per andare oltre.

 Brani come “Rosa” rievocano un amore lontano, nostalgico. L’amore è un sentimento comune a tutta l’umanità. L’amore inteso nelle sue varie forme, come l’amore per una donna o un uomo, per un figlio, per il prossimo, per la famiglia, per la musica… Insomma un sentimento che si prova verso qualcuno o qualcosa in particolare. E’ sempre l’amore tra un uomo o una donna oppure altre forme di amore che vi ispirano nella composizione dei testi?

Come la musica evolve, così anche i testi evolvono; Canti Bellicosi tenta di esplorare l’instabile terreno dei conflitti, certo; quelli tra un uomo e una donna ma ancora prima quelli che l’uomo coltiva con se stesso. L’idea è quella che in realtà senza i conflitti, l’uomo non saprebbe come vivere… Difficile è, d’altra parte imparare a conviverci.

 Oscar Wilde diceva che l’artista è colui che crea cose belle, che cerca di esprimersi nella sua arte senza svelarsi troppo. Volgendo uno sguardo al panorama musicale di oggi, tra gli artisti pop che scalano le classifiche e cantautori e gruppi di “nicchia” che appunto si esibiscono per una determinata parte di pubblico, qual è la tua idea di musica?

Non c’è una mia idea di musica, c’è la musica. Io credo che essa esista da sempre, molto tempo prima di noi e molto prima dell’avvento del mercato discografico con tutte le sue derivazioni e derive… Quanto a me, continuare a scriverla e suonarla fino alla fine sarebbe già un onore.

 In una recente intervista circa Morgan hai affermato: “Morgan è stato il mio mentore, lo prendo come una figura che va oltre l’artista con cui ho collaborato.”. Dopo anni di conoscenza personale e collaborazione artistica, nella tua esperienza con lui secondo te quanto l’uomo influenza l’artista e viceversa?

Uomo e Artista non coincidono mai  e spesso più l’artista è talentuoso e geniale, meno l’uomo è in grado di esserne all’altezza. Nel caso di Morgan ho sempre cercato di rapportarmi con l’artista-uomo, o l’uomo-artista a seconda, ma credo, attraverso la musica, di essere riuscito a dialogare con lui ad un livello “alto” dove, queste distinzioni svaniscono e perdono di significato.

Marco, sappiamo che oltre con I Cosi, che ora sei impegnato nel progetto “MemorandOm”, di cui fai parte con Morgan formato da: Megahertz, Lele Battista, Giovanni Ferrario e Gaetano Cappa e che sarete n tour in tutt’Italia. Raccontaci com’è nata la collaborazione che ha portato alla formazione di questa band.

Diciamo che l’esperimento MemorandOm nasce dall’esigenza di Morgan di portare in scena una sorta di “Summa Morganiana“. Data la mole del materiale in questione, l’esperimento, ha dato buoni risultati e fa ben sperare per il futuro ma di certo va ancora “testato” in laboratorio prima di poter essere commercializzato. Di certo il progetto è ambizioso e sperimentale dato il massiccio uso e abuso di macchinari elettronici computers, Ipad e quant’altro la mente umana possa immaginare.

 I MemorandOm si sono esibiti già in diversi posti, ricordiamo i concerti recenti di Genova e Milano e l’ultimo a Nova Gorica in Slovenia. Hai qualche aneddoto recente o passato da raccontarci relativi a questi concerti?

In Slovenia abbiamo suonato in un casinò, era tutto il giorno che pensavo ad un numero da giocare alla roulette: l’11.  Me lo sentivo e così, dopo il concerto, puntai tutto(una colletta a nome MemorandOm) su quel numero, puntata secca nessun ripensamento. Ebbene, il numero uscì davvero nello stupore e incredulità mia, dei musicisti e dei tecnici … arrivai in un colpo solo ad un bel gruzzoletto. Era però la prima volta che giocavo alla roulette e ancora non conoscevo le insidie del gioco d’azzardo … persi tutto mano dopo mano, la febbre del gioco non risparmiò neanche un centesimo…

 Come hai vissuto l’esperienza con  “Le Sagome”? Cosa ti ha lasciato sia a livello artistico che personale?

E’ stata un’esperienza molto intensa che mi forgiato come musicista ma anche come uomo. Giovanni Ferrario, Daniele Dupuis, Sergio Carnevale, Enrico Gabrielli e prima ancora Pacho Rossi: crescere con loro ha significato molto per me, ho imparato a suonare non solo “con” ma anche “per” qualcuno e l’alchimia così creata, sia musicalmente che umanamente, ci ha permesso di superare momenti estremamente difficili e critici che altrimenti sarebbe stato impensabile affrontare. Il mio grazie va a Morgan per averci fatto incontrare e ad ognuno di loro per esserci stati…Lunga vita alle Sagome!

 Ritornando al discorso musica, secondo te come si sta evolvendo il panorama musicale italiano ed internazionale? Cosa ti aspetti dal futuro?

Quello che mi aspetto dal futuro… La musica non scomparirà, noi viviamo e suoniamo in un’epoca in cui nessuno si aspetta più niente dalla musica, il suo potere sembra essersi indebolito ma non è così, dipende solo da noi artisti in primis che abbiamo il dovere di essere onesti e coraggiosi. Verso l’ignoto si va ma con la curiosità di un esploratore  e non con la paura e il disincanto di chi ha smesso di credere… nell’uomo ovviamente prima ancora che nella musica che nei secoli ha creato.

Ci puoi svelare qualche anticipazione sui prossimi impegni/progetti futuri con “I Cosi”?

L’8 di Maggio uscirà il disco Canti Bellicosi su ITunes , il feticcio(CD) per gli appassionati del genere potrà essere acquistato ai nostri concerti, come si faceva una volta. Le date verranno rese note appena possibile:  basterà cercarle sulla nosrta pagina facebook. Se dimenticate il nostro nome non c’è problema, ve lo ricorderete dimenticandolo… come si chiama quel gruppo… i… Cosi…

                                                       di Giusy Lazzarano

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Intervista a Bugo: «Ho scritto una canzone e ho pensato subito a Morgan per un duetto»

intervista a Bugo di Giusy Lazzarano per InArteMorgan.it

BugoCristian Bugatti in arte “Bugo” classe ’73 di San Martino di Trecate  è un cantautore italiano di Novara. Si avvicina alla musica nei primi anni ’90 durante il servizio militare. Appare sulla scena musicale a fine anni ’90.
E’ un cantautore e musicista poliedrico, la sua musica infatti è caratterizzata dall’uso dell’elettronica suona  la chitarra, il pianoforte, le percussioni, le tastiere, l’armonica, il basso, la batteria e non solo.
E’ un musicista a 360°, è alternativo nel vero senso del termine si discosta da ogni genere o etichetta. E’ anticonvenzionale, i suoi testi intelligenti rispecchiano la sua personalità ed il suo senso poetico, nascono dall’acuta osservazione del mondo circostante, dagli stimoli che Bugo riceve ogni giorno. E’ genuino, sottile, diretto, romantico e malinconico. Lavora da nove anni con una major, la Universal Music Italy. La sua carriera artistica inizia nel 2000 con l’album “Pane pene pan” e da lì altri sette album fino all’ultimo “Nuovi rimedi per la miopia”. Esordisce dopo pochi anni con i singoli “Casalingo”, “Carla è Franca”, ”Che lavoro fai”, “Ggell” e “Amore mio infinito”.
Si dedica ai live e successivamente realizza diverse cover tra cui la splendida “Ovunque proteggi” di Vinicio Capossela del tutto riarrangiata abilmente, con un sound tra il pop e l’elettronica. Poi ancora “L’abbigliamento del fuochista” di Francesco De Gregori, “Hazey Jane II” di Nick Drake e altri.
Bugo ama sperimentare. Tra i suoi lavori più noti ricordiamo il disco “Contatti” (2008) con il primo singolo “C’è Crisi”, il secondo singolo “Love Boat” ed il terzo “Nel giro giusto”. Quest’album lo impegnerà fino al 2009 in tour per l’Italia.
Riappare sulla scena musicale pubblicando un nuovo album dal titolo “Nuovi rimedi per la miopia” uscito il 27 settembre 2011. Bugo si trova attualmente impegnato nel tour promozionale di questo disco in giro per tutta l’Italia.

Bugo - Nuovi Rimedi per la Miopia (2011)Come nasce il tuo nuovo album “Nuovi rimedi per la miopia”(Universal) uscito il 27 settembre ?
Ho iniziato a scrivere le prime canzoni nel 2009 durante il tour del precedente disco “Contatti”. Ho contattato Saverio Lanza che è diventato il produttore e arrangiatore del disco. Ho indicato a lui quale direzione volevo che prendesse il disco, volevo fare un disco molto emotivo, in cui parlare di me. Venivo da un disco come “Contatti” in cui io analizzavo quello che succedeva attorno a me, come per esempio nel brano “C’è crisi”. E’ da quella crisi che sono partito. Sentivo nell’aria la necessità di un punto di svolta, che non fosse l’attacco feroce e triste sulla realtà bensi una profonda autoanalisi. Mi sono detto: il punto di svolta siamo noi, è da noi che dobbiamo ripartire. Nel 2010 ho terminato le registrazioni e consegnato il disco in universal. Il titolo “Nuovi rimedi per la miopia” mi è venuto mentre lavoravo all’album. E’ invito a tutti a fare delle scelte, a chiedersi cosa fare dentro di noi per migliorare le cose, per superare la miopia generale.

Ti sei anche dedicato all’arte figurativa, partecipando e allestendo mostre e fiere… Qual è  la tua  concezione di arte e di musica? Sono due cose nettamente separate o accumunabili?
Il mondo della musica e quello dell’ arte sono due sistemi chiusi, ognuno con le proprie regole non scritte. Sono due sistemi conservatori per molti aspetti, nel senso che ci sono dei comportamenti che devi tenere se vuoi essere considerato un artista o un cantante serio. Io cerco di muovermi il più possibile liberamente all’ interno di tali sistemi e questa cosa spesso è vista con sospetto.

Sono passati tre anni da “Contatti” alla pubblicazione di questo album, cosa hai fatto nel frattempo oltre che dedicarti all’arte?
Ho vissuto.

I tuoi testi riflettono il tempo in cui viviamo, forse perché mirano direttamente ad esaminare quelli che sono i problemi della società o semplicemente sono il frutto di un introspezione psicologica, di pensieri, di riflessioni nate dall’osservazione di tutto ciò che ti circonda. Il singolo “C’è crisi” presente nell’album “Contatti” (2008) sembra essere stato quasi un pre-avviso, un sogno premonitore… Cosa vedi nel tuo futuro? E nel futuro della musica italiana?
Ho composto “C’è crisi” nel 2005 ma siccome non mi convinceva dal punto di vista degli arrangiamenti non l’ho incluso nel mio disco del 2006 “Sguardo contemporaneo”. Poi nel 2007 ho trovato la forma giusta ed è entrato in “Contatti” che è uscito nel 2008. Poi nell’autunno dello stesso anno è scoppiata la crisi economica mondiale… a me viene da dirti che la crisi era già nell’aria fin dall’ inizio degli anni zero. Non mi riferisco solo al crollo delle torri gemelle, ma a quello che le persone comuni, i comuni lavoratori cominciavano a dire. E’ da queste persone che ho preso spunto. Il punto è che certi segnali erano già nell’aria, si trattava di ascoltarli. Attualmente la situazione non è cosi migliorata, anzi, devo dirti che sono preoccupato e di questo parlo anche nel mio disco nuovo, in brani come “La salita” o “Città cadavere” (l’Italia per me è citta cadavere). Tuttavia, nonostante questa preoccupazione, sento che c’è voglia di proporre miglioramenti e nuove prospettive, cose che ho analizzato in brani come “mattino” in cui io canto il mio desiderio di un nuovo inizio. E’ un periodo di transizione: siamo da un lato preoccupati e dall altro desiderosi.

La scena underground italiana è piena di artisti di talento, solo qualcuno tra questi si ritrova poi a lavorare con una major, quali sono i vantaggi e gli svantaggi in questo passaggio?
Io lavoro con Universal dal 2002, quasi dieci anni ormai. All’epoca volevo e cercavo fortemente di entrare nel sistema delle major e ci sono riuscito. Non credo che sia cosi importante lavorare con una multinazionale, molto dipende dal genere di musica che si fa. Se sei strano e sperimentale, forse è meglio che ti trovi un etichetta indipendente. A parte questo, a me pare che anche qui viviamo un momento di transizione, le carte si stanno rimescolando.

Ti manca il periodo folk de “La prima gratta” e “Sentimento westernato”?
Erano i miei inizi, fine anni 90. Mi ritengo ancora un musicista folk per molti aspetti, scrivo sempre le mie canzoni nel modo piu semplice possibile, e cioè con una chitarra acustica.

Di recente è uscito nelle sale il film “Missione di pace” di Francesco Lagi nel quale, come John Lennon in “Come ho vinto la guerra” di Richard Lester, interpreti il ruolo di un soldato, oltre a curare la colonna sonora. Com’è iniziato questo lavoro e come si è sviluppato?
Il regista Lagi mi ha contattato nei primi mesi del 2010, mi ha proposto un ruolo come attore e mi ha affidato tutte le musiche del film. Ho letto la sceneggiatura e ho accettato. Mi piaceva il tono del film, e lui riteneva che la musica fosse perfetta per quello che lui voleva esprimere. Nel luglio del 2010 sono stato un mese sul set per la mia parte attoriale. Ho avuto la fortuna di stare accanto ad attori come Silvio Orlando e Alba Rohrwacher. Per quello che riguarda le musiche del film: i primo luogo scegliere quali brani il mio personaggio dovesse cantare, abbiamo scelto “Casalingo”, “La mano mia”, “Che diritti ho su di te”. Secondo, quali mie canzoni utilizzare come sottofondo, e qui abbiamo scelto ad esempio “Nel giro giusto”, “La caffettiera”. Terzo, ho composto 10 temi strumentali inediti seguendo i filmati che il regista man mano mi mandava. Questa parte del lavoro è stata la piu stimolante e la piu impegantiva, quasi 6 mesi di lavoro. Infine la scelta del brano per i titoli di coda, quello che sarebbe diventato il brano portante del film, e cosi abbiamo scelto “I miei occhi vedono”, un brano del mio disco nuovo.

Bugo e Morgan al Festival Tora! Tora! 2003 (© Pasquale Modica/SottoPalco.com)Morgan. Come e in quale occasione vi siete conosciuti?

A Padova nel 2003, durante il Tora Tora.

Cosa rispondi se dico: “I not like everybody else”?
“E invece io sono come tutti gli altri”. Si, ricordo qualcosa di questa canzone. Era un brano che io e Morgan avevamo scritto insieme a casa sua nel 2005.

Com’è nata la canzone “La Cosa” presente nel disco di Morgan “Da A Ad A” (2007)?
Non ricordo esattamente come nacque la canzone, è trascorso molto tempo, ma penso che vi fosse già un idea di base di Morgan su cui abbiamo improvvisato insieme.

Sappiamo che inizialmente avreste dovuto inciderla insieme. Pensi che possa esserci occasione per poterla ascoltare in duetto?
Io ricordo pochissimo di queste canzoni, anche perchè tutte le registrazioni sono in mano a Morgan. Può darsi che un giorno la riprendiamo e la concludiamo.

Bugo e Morgan al Festival Tora! Tora! 2003Che ricordi hai del 2003 al Festival Tora!Tora! quando Morgan salì sul palco per suonare con te? Raccontaci…
Come ho appena detto, ho conosciuto personalemente Morgan in quella occasione. Lui mi invitò nel suo camerino perchè voleva conoscermi, iniziammo a scherzare, Morgan mi disse che conosceva molte mie canzoni e io replicai “Vieni sul palco che le suoniamo insieme!”. Io salgo sul palco, e faccio un po di canzoni, poi ad un certo punto dico al microfono “Oggi c’è con me un amico, facciamo un appaluso a Giuseppe. Giuseppe alle tastiere!” e Morgan salì sul palco e facemmo se non erro due brani, Portacenere e Casalingo.

Morgan è ora impegnato nel programma televisivo-musicale “X Factor” come giudice, ai tuoi esordi ti saresti mai presentato come concorrente? E se fossi stato nella squadra di Morgan cosa pensi che ne sarebbe uscito?
Quando ho iniziato non c erano i talent. Parlo di 15 anni fa. Facevo le cassettine che regalavo ai miei amici. Cercavo il più possibile di suonare dal vivo, anche in situazioni limite e me le inventavo tutte pur di andare avanti. Ricordo una volta in piccolo festival nel novarese, nessuno mi conosceva e quindi quando è toccato il mio turno ho chiesto ad un amico di suonare al mio posto, gli dissi “Suona quello che vuoi, l’unica condizione: devi presentarti cosi – ciao io sono Bugo -”. C’era qualche concorso ma io non ho mai partecipato a nessuno di questi. Suonare dal vivo era il mio modo per farmi conoscere. Oggi ci sono i talent che sono un modo per entrare nel mondo discografico.  Il mio senso della sfida lo provo facendo concerti, però se altri artisti credono che partecipare ai talent sia la strada giusta per loro, ben venga. Ognuno ha il suo modo per farsi conoscere.

In una recente intervista Morgan su di te ha affermato: “Bugo è un grande, uno che, se mi criticasse, mi dispiacerebbe molto ma lo terrei in grande considerazione. È uno dei pochi che ha uno stile suo, è un vero nuovo cantautore”, cosa gli risponderesti?
Ovviamente mi ha fatto molto piacere. Lo ringrazio per queste belle parole.

In che modo ti piacerebbe collaborare con Morgan?
Un duetto. Ultimamente ho scritto una canzone e ho pensato subito a lui per un duetto. vedi, io e Morgan siamo molto diversi ma non so perchè quando sono con lui ci scappano sempre un sacco di risate. Questa cosa è spontanea e rara, e credo che la gente abbia bisogno di duetti veri e non costruiti.

Quale canzone avresti voluto scrivere nel panorama della musica italiana? Ed internazionale?
Ce ne sono troppe…vediamo un po’….ti dico “Nel blu dipinto di blu” di Modugno e “Get off of my cloud” dei Rolling Stones.

Cos’hai preparato per il nuovo tour?
Ho un gruppo nuovo che mi accompagna. Sono 4 ragazzi di carpi, potenti e precisi, il perfetto appoggio di cui ho bisogno per essere libero di fare quello che voglio sul palco. Imparo sempre molto dai gruppi che mi accompagnano. Abbiamo riarrangiato le mie vecchie canzoni, che ora hanno un nuovo aspetto. Sono molto soddisfatto dai primi concerti, e siamo appena all inizio! dal punto di vista scenico, ho realizzato un nuovo fondale e ci sarà un tecnico luci molto in gamba con il quale abbiamo studiato le varie scene.

Hai progetti futuri?
Sarò concentrato sul tour che è appena iniziato.

Saluta la community di inartemorgan.it a modo tuo!
Viva IN, Viva ARTE, Viva MORGAN!

Dunque se volete assistere ad un concerto di uno degli artisti italiani più stimati da Morgan ecco qui le prossime date del tour:
02 dicembre 2011: Torino – Hiroshima
03 dicembre 2011: Firenze – Viper
09 dicembre 2011: Bologna – Locomotiv
10 dicembre 2011: Milano – Magazzini
16 dicembre 2011: Treviso – New Age
17 dicembre 2011: Arezzo – Karemaski
18 dicembre 2011: Roma – Atlantico  (+ Verdena)

Altre info su:
www.facebook.com/bugosound
www.nuovirimediperlamiopia.com