“Amore è vita e mai la vita muore” (Emily Dickinson)

A tutti gli indifferenti, ai troppo attenti, a quelli sordi e ai ciechi che non vedono né sentono questo sentimento. Ai vincitori ma sopratutto ai vinti, che si riempiono di questo sentimento comunemente chiamato “amore”, e ne traboccano al contrario dei molti.
A quelli che sono “tutti d’un pezzo”, nelle parole ma anche nei gesti.
A tutti quelli felici e infelici.
Ma anche a tutti anche quegli abili parolieri che credono di amare, ma amano solo la finzione delle loro stesse parole, l’illogicità dei bui monologhi in cui inciampano: contraddistinti da una vigliaccheria che li accomuna tra di loro, proprio come un branco di pecore forma una scia multiforme di belati e scampanellate confuse.
A tutti quegli altri che inciampano nel buio, che si affidano agli altri due occhi anziché vedere con i propri seppure “offuscati”; a tutti quelli quelli che pensano, agiscono per due anziché solo per se stessi, sbagliando. Ma chi ama non sbaglia mai.
A tutti quelli insomma che amano e vivono l’amore, felice, infelice, giusto, ingiusto, appagante o tormentato piuttosto che non amare e morire. Perché lentamente muore chi non ama.

G.L.

Emily Dickinson